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UGA, sai cosa sono?

UGA, sai cosa sono?

UGA, sai cosa sono?

Sai cosa sono le UGA?

Leggendo l’etichetta di alcune bottiglie, potresti aver notato una nuova sigla: UGA, ovvero Unità Geografiche Aggiuntive.

Ma cosa significa e perché sono importanti?

Partiamo da un concetto fondamentale nel mondo del vino: il territorio di produzione conta tantissimo. Suolo, altitudine, esposizione al sole, microclima, tradizione: ogni elemento contribuisce a creare un’identità precisa.

Prendiamo ad esempio il Chianti Classico: è una denominazione famosa in tutto il mondo, ma al suo interno esistono zone diverse tra loro. Un vino prodotto a Radda può avere caratteristiche differenti rispetto a uno prodotto a Gaiole o Castellina.

Ecco allora che nel 2016 il Testo Unico del Vino ha introdotto ufficialmente le UGA, Unità Geografiche Aggiuntive, indicazioni territoriali specifiche e riconoscibili all’interno di una DOCG o DOC.

Potremmo assimilare le UGA ai cru francesi, ovvero specifiche aree o vigneti che godono di una reputazione e identità unica, con qualità distintive.

Le UGA nascono con un obiettivo chiaro: valorizzare le differenze tra zone diverse dello stesso territorio. Le UGA aiutano a raccontare che il vino non è solo un marchio o una denominazione, ma l’espressione di una precisa porzione di territorio.

E per chi ama il vino, questo significa una cosa sola: c’è ancora molto da scoprire, anche all’interno delle zone che pensavamo di conoscere già!


Ecco alcuni esempi di UGA:

- Chianti: Radda, Gaiole, Castellina e Greve

- Barolo: sono oltre 180, tra le più note: Brunate, Bussia, Cannubi, Falletto, Francia, Parussi

- Barbaresco: sono oltre 60, tra le più note Asili, Bordini, Cavanna, Montestefano, Ovello, Pora, Rabajà

- Soave: sono 33, tra le più note Castelcerino, Colombara Froscà, Fittà, Foscarino, Volpare

- Alto Adige: 86 UGA riconosciute tra cui Penon, Hofstatt, Glen, Plon, Rungg